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Programma 2009/2010

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Per il riconoscimento incodizionato delle risoluzioni del Concilio Vaticano II
Scritto da gherardo pecchioni   
martedì 03 febbraio 2009

Dopo la revoca della scomunica dei vescovi lefebvriani molte migliaia di cattolici in Germania, Svizzera, Austria e Francia, così come in altri paesi, hanno manifestato le loro vive preoccupazioni in merito alla sorte del Concilio Vaticano II. Tra le varie iniziative sorte spontaneamente in difesa del Concilio, segnaliamo questa petizione, disponibile in 7 lingue, con la quale in sostanza si chiede che il ritorno alla piena comunione con la Chiesa cattolica sia subordinato incondizionatamente al riconoscimento di tutte le risoluzioni del Vaticano II, e si deplora la mancanza di un simile atteggiamento di benevolenza nei confronti dei cattolici riformatori. La petizione può essere letta (in italiano!) e sottoscritta al seguente sito:

http://www.petition-vaticanum2.org/pageID_7322259.html

Ultimo aggiornamento ( giovedì 05 febbraio 2009 )
 
Vita e morte secondo il vangelo
Scritto da lorenzo   
lunedì 16 febbraio 2009

di Enzo Bianchi
in “La Stampa” del 15 febbraio 2009

C’è un tempo per tacere e un tempo per parlare» ammoniva Qohelet, così come «c’è un tempo per nascere e un tempo per morire; un tempo per uccidere e un tempo per guarire...». Veniamo da settimane in cui questa antica sapienza umana - prima ancora che biblica - è parsa dimenticata. Anche tra i pochi che parlavano per invocare il silenzio v’era chi sembrava mosso più che altro dal desiderio di far tacere quanti la pensavano diversamente da lui. Da parte mia confesso che, anche se il direttore di questo giornale mi ha invitato più volte a scrivere, ho preferito fare silenzio, anzi, soffrire in silenzio aspettando l’ora in cui fosse forse possibile - ma non è certo - dire una parola udibile. Attorno all’agonia lunga 17 anni di una donna, attorno al dramma di una famiglia nella sofferenza, si è consumato uno scontro incivile, una gazzarra indegna dello stile cristiano: giorno dopo giorno, nel silenzio abitato dalla mia fede in Dio e dalla mia fedeltà alla terra e all’umanità di cui sono parte, constatavo una violenza verbale, e a volte addirittura fisica, che strideva con la mia fede cristiana. Non potevo ascoltare quelle grida - «assassini», «boia», «lasciatela a noi»... - senza pensare a Gesù che quando gli hanno portato una donna gridando «adultera» ha fatto silenzio a lungo, per poterle dire a un certo punto: «Donna \ neppure io ti condanno: va’ e non peccare più»; non riuscivo ad ascoltare quelle urla minacciose senza pensare a Gesù che in croce non urla «ladro, assassino!» al brigante non pentito, ma in silenzio gli sta accanto, condividendone la condizione di colpevole e il supplizio. Che senso ha per un cristiano recitare rosari e insultare? O pregare ostentatamente in piazza con uno stile da manifestazione politica o sindacale?

Ultimo aggiornamento ( lunedì 16 febbraio 2009 )
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Chiedete scusa a Beppino Englaro...una riflessione di Roberto Saviano
Scritto da gherardo pecchioni   
giovedì 12 febbraio 2009
Pubblichiamo sul nostro sito quest'editoriale di Roberto Saviano apparso su Repubblica di oggi, nella speranza che esso possa suscitare una riflessione sincera in noi cristiani e anche in tutti coloro che si fidano dei cattivi maestri della politica. Auspichiamo che nessuno accusi di anticlericalismo un uomo come Saviano, che in molte occasioni, così come nell'articolo in questione, ha speso parole di ringraziamento e di elogio per quella chiesa che si schiera dalla parte degli ultimi. Confidiamo davvero che le sue parole possano spingere ad un ripensamento coloro che, in nome di una fede proclamata ma evidentemente non compresa, hanno osato dare del boia e dell'assassino a Beppino Englaro. E confidiamo inoltre nella capacità del popolo italiano di riuscire a distinguere i politici cristiani dai cattolicanti di ogni schieramento (ma soprattutto di uno!): perché chiunque non riesca a comprendere quanto lontano sia dall'Evangelo quel popolo padano rozzo e ignorante, che ama professarsi cattolico ma che è non in realtà capace di esprimere altro linguaggio che quello primitivo, non è perduto solo come cristiano, ma anche come uomo dotato di intelligenza. Di seguito l'articolo di Saviano:
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